Sul quadrante di Tessera
Negli ultimi giorni è stato pubblicato un articolo firmato dall’Associazione 40xVenezia che vi proponiamo:
Tra alti squilli di tromba dei giornali e il silenzio di quasi tutti i consiglieri, nei giorni scorsi il quadrante di Tessera è stato approvato dal Consiglio comunale. Uno dei progetti più importanti che questa Amministrazione va a realizzare consiste in una delle più controverse operazioni urbane degli ultimi decenni con ricadute pesantissime sul territorio e sui cittadini.
Si scopre così che mentre si discuteva di banchetti dei colombi e “Venezia periferia di Mestre”, gli uffici comunali cucivano alacremente un progetto “su misura” secondo le osservazioni tardive presentate da imprenditori privati, in un modo che lascia stupefatti. Una modifica postuma alla variante che l’ha stravolta poiché si sono realizzati incredibili aumenti di cubatura e superfici su un’area nuova rispetto a quella della variante originaria, dove l’unica costante pretestuosa resta la presenza di uno stadio privato e la sede del nuovo casinò. Una variante che per gli interessati vale ora un patrimonio di centinaia di milioni di euro prima ancora di muovere una ruspa. Un allegro processo in cui l’unico problema sembra ora quello di arrivare prima della sorellastra “Veneto city”, temibile concorrente
Il vero tema per noi è invece, prima ancora che economico, politico. Il vero tema sta nella decisione di puntare su questa nuova possibilità dimenticando tutta la discussione sul recupero di Marghera e su quella rinascita di Mestre che stanno alla base dei progetti elaborati per la città, dei programmi sinora proposti alla popolazione e che, altresì, indorano questa campagna elettorale. Qualcuno ha deciso che il baricentro non sarà più Mestre ma una nuova città, fatta solo di commerciale, direzionale, ricettivo e ludico, tutta nuova e tutta privata, che sarà realizzata da un’altra parte. Una nuova Las Vegas cui, con l’alibi del Casinò e dello Stadio, dovranno far capo tutte le più importanti infrastrutture del territorio: aeroporto, alta velocità, metropolitana di superficie, sub lagunare e così via in un imbuto di viabilità forse inestricabile che sfocia nel collo di bottiglia della S.S. 14. Un nuovo centro in cui investimenti privati per oltre cinque miliardi di euro comporteranno altissimi costi sociali in termini di infrastrutture, viabilità e mancato sviluppo a carico di quella che sino a poco tempo fa pareva dovesse essere una città Metropolitana e che si sta rivelando sempre più un “feudo”. Niente progetti per Mestre, niente riqualificazioni per Marghera, nessuna idea per Venezia che non sia meramente funzionale a questo nuovo progetto cui viene piegata anche la proposta Olimpica.
Sembra evidente che questa politica veneziana di fronte alle difficoltà che ogni città incontra, preferisca partire da un nuovo foglio tutto bianco; un foglio in cui poter liberamente progettare senza troppi vincoli o patemi. Meglio ancora se, come in questo caso, la fatica della proposta la fa direttamente il privato che non è più l’interlocutore, ma il pianificatore che decide. Basta solo dire di sì. Ma il percorso non è ancora completo. Dopo che l’operazione si è svolta in sordina, incassando un “pilatesco” rinvio dalla Regione al Comune, che l’ha approvata con tre soli voti contrari, tra i quali Lega e Rifondazione comunista, la legge prevede che si dia ora spazio alle osservazioni dei cittadini, degli enti e delle associazioni. E’ ora la volta della città, in un dibattito elettorale desolatamente privo di temi è il momento di una nuova attenzione che comincia da oggi e proseguirà nei prossimi giorni.
Associazione 40XVenezia
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Concordo e aderisco alle iniziative che si intraprenderanno per salvarci da questo progetto.